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Il primato di Pegaso

Ben tre corsi nella top ten delle lauree più richieste.

Un primato tutto italiano, anzi napoletano che parte da un mix di tecnologie e formazione e che negli anni è diventata una realtà gettonatissima dagli studenti di ogni età. Si tratta dell’Università Telematica Pegaso che entra di diritto tra i primi 20 atenei per numero di immatricolati in tutt’Italia.

A dirlo i dati del Miur per l’anno accademico 2018-2019 che, nella top ten delle lauree più richieste, annovera ben tre corsi di Pegaso. Ma non solo. È il trend di crescita a sorprendere.

Dal 2010 al 2019 gli studenti ad essersi iscritti, ogni anno, a uno dei percorsi di studio della Pegaso sono passati da 897 a 5807 facendo segnare un + 547%.

“A dire il vero il trend è consolidato –  spiega Danilo Jervolino presidente dell’Università telematica Pegaso e dell’Universitas Mercatorum – infatti ogni anno cresciamo circa del 30%. Una tendenza che racconta il successo di quello che ormai è un modello sociale. L’università telematica ha cambiato ormai il paradigma dell’alta formazione. E’ adatta a tutti, a giovani e meno giovani, a coloro che lavorano e ai professionisti che vogliono ampliare o convertire le loro competenze. Il modello pedagogico sostiene anche chi vuole studiare in una età più matura. Non si può negare. Poter seguire le lezioni attraverso un telefonino, un tablet o un computer abbatte i limiti spazio-temporali e rende lo studio più accessibile”. In effetti nonostante le varie sedi dislocate sul territorio, la Napoli Pegaso pare conquistare sempre più studenti. Tanto che per l’anno accademico 2018-2019 sono ben tre, come accennavamo le facoltà preferite dagli studenti. In particolare Scienze Motorie, che è risultata la seconda in assoluto con 2041 immatricolazioni, Economia Aziendale con 1590 iscritti e Scienze dell’Educazione e della Formazione con 1275 iscritti.

“Si è riscontrato negli anni – continua Iervolino – uno scollamento tra le università tradizionali italiane, quasi gratuite e accessibili grazie al welfare e il numero di laureati che ci vede ultimi in Europa. Un dato che fotografa una società che non crede nella formazione come inizio di una scalata sociale verso un futuro migliore. Con Pegaso invece abbiamo cambiato la stessa missione dell’università, passando dal formare i ragazzi per accompagnarli al mondo del lavoro al dialogo tra diverse generazioni e diverse culture.

Pegaso, sebbene in un mix di corsi online e fisici, è il luogo del cittadino di ogni età. E’ la celebrazione della dell’idea del lifelong learning e dei sistemi formativi innovativi. Ad esempio, attraverso linguaggi ibridi e nuovi, permette di avvicinarsi a tematiche solitamente complesse e lontane come può essere il diritto o l’economia. Lo studente non si trova quindi in un vecchio anfiteatro del sapere ma in un luogo dove si generano energie che poi si riversano nel futuro come fossero progettualità effervescenti. Ecco cosa è per me un’università democratica, aperta, flessibile. Adatta a tutti”.

Una realtà che vede per l’appunto circa il 50% degli studenti d’età compresa tra i 18 e i 23 anni e il restante 50% venire dal mondo del lavoro.

“Non c’è più un periodo per studiare ma un mondo di opportunità che vedono il ragazzo che magari fa il barista o il cameriere o l’elettricista studiare in contemporanea grazie a questi nuovi mezzi e qualche anno dopo realizzare il sogno di un futuro migliore: diventare avvocato o magari commercialista. Quasi 80.000 gli studenti, divisi tra corsi di laurea e corsi post laurea, più svariati master e corsi di perfezionamento per la realtà fondata nel 2006 e che oggi conta più di 70 sedi di esame.

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